L’idea di una stanza appositamente studiata per le piante, risale alla fine del sedicesimo secolo, quando i limoni furono introdotti in Gran Bretagna; ma questa era semplicemente un luogo riscaldato e riparato per farli sopravvivere al rigido inverno. Solo nel diciassettesimo secolo si cominciò ad usare edifici più attrezzati che presero il nome di orangerie dagli agrumi per i quali erano destinati.
Queste strutture ebbero una continua evoluzione sino alla fine dello stesso secolo quando furono dotate di solidi tetti e le loro larghe finestre diventarono una moda.
Gradualmente la luce per le piante diventò un’esigenza irrinunciabile e si cominciò ad utilizzare il vetro per la costruzione di tetti.
Queste prime serre cominciarono ad essere adibite a sale di intrattenimento ma è solo in epoca Vittoriana, grazie alla ritrovata passione botanica che la conservatore diventò quella che conosciamo.
Essendo un’estensione della casa, la conservatory era anche luogo di socialità informale, a differenza dei rigidi cerimoniali riservati ai ricevimenti ufficiali nelle dimore Vittoriane, un luogo dove passeggiare tra le piante esotiche provenienti da tutto il mondo. Qui infatti si potevano ammirare orchidee, limoni, palme, buganvillee, gelsomini e molte altre specie botaniche che vi crescevano rigogliosamente, la conservatory era inoltre posto ideale per poter prendere un thé nel più puro stile coloniale.
Inizialmente vennero costruite in legno, più tardi a seguito dei miglioramenti tecnici ottenuti nella fusione dei metalli, si costruirono stupende strutture in vetro e ferro.
Questi edifici (orgoglio della rinnovata tecnologia Vittoriana) comparvero in gran numero in Europa e Nord America, anche se gli inglesi venivano considerati i veri esperti nel campo.
All’inizio del diciassettesimo secolo, la conservatory era ad uso esclusivo dei proprietari terrieri che la sfruttavano per il suo utilizzo primario, quello botanico; più tardi diventò così popolare che quasi tutte le famiglie borghesi ne aggiunsero una alla propria casa.
Le Guerre Mondiali, l’alto costo di mantenimento e la mancanza di forza lavoro caussarono la demolizione o l’abbandono di molte strutture.
Square Garden ha recuperato la migliore tradizione delle conservatory, attingendo alle più belle creazioni vittoriane del secolo scorso ed introducendo con discrezione innovazioni tecniche per facilitarne la manutenzione, la ventilazione e ridurne i costi di riscaldamento senza modificarne la bellezza.